Auguri di Buon Natale

Tantissimi auguri di Buon Natale. Che questo Natale porti serenità, pace e amore in ogni piccola e grande parte del mondo. AUGURI A TUTTI.

LIBERIAMO INGRID BETANCOURT

Firmiamo
La richiesta di immediata liberazione per
INGRID BETANCOURT

Concorriamo ad abbattere l’ingiustizia e la negazione dei diritti umani





Qualcosa che spesso dimentichiamo “à livella”.

Cari amici del blog, vi consiglio nell’ascoltare con attenzione questa poesia di “Antonio De Curtis” in arte Totò, piena di significati che ognuno di noi avrebbe la necessità di portarla dentro.

l'UDC chiede la riapertura del centro d'ascolto.

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La Calabria sempre più isolata dall’Italia.

La Calabria sempre più indietro, sei treni tagliati, questo lo preannuncia il programmazione dei servizi 2007-2008 delle Ferrovie dello Stato. I treni interessati sono due Eurostar (il 9371 ed il 9378) che effettuano il collegamento tra Reggio Calabria e Roma e quattro intercity (Torino - Reggio Calabria, Reggio Calabria - Torino, Milano - Crotone e Crotone- Milano). Grazie a questo governo insensibilità e distaccato nei confronti della nostra regione, rischiamo di ritornare sempre più indietro, già siamo penalizzati dai lavori che durano da una vita per l’ammodernamento dell’autostrada, ed ora ci tocca subire anche queste altre decisioni penalizzanti. La situazione che vive questa Regione e di grande preoccupazione, con una viabilità secondaria in precarie condizioni, per non dimenticare che la linea ferroviaria Jonica non è elettrificata, senza che nessuno pensa a degli investimenti per modernizzarla. E voglio ricordare a tutti che Il progetto dell’alta Velocità, inoltre, prevede che la rete si fermi alle porte della Calabria. La nostra regione viene considerata una regione di serie “Z”, la riduzione dei treni è un altro colpo letale ai danni della Calabria. E’ inaccettabile il disinteresse delle Ferrovie che invece di potenziare la rete pensa di ridurre i treni, il taglio di sei treni rischia di provocare un isolamento della Calabria rispetto al resto d’Italia. occorre una mobilitazione forte ed immediata negli interessi della Calabria e dei calabresi.

Indagine choc sulle abitudini dei giovani.

Secondo un'indagine condotta dalla società di pediatri italiani, molti dei ragazzini di oggi, sotto i 14 anni, hanno già avuto il primo rapporto sessuale, bevono alcolici e passano il sabato pomeriggio in discoteca il problema è inquietante, con un quadro piuttosto preoccupante della realtà giovanile attuale.Secondo un'indagine condotta nel 2006 dalla Società dei pediatri italiani su 1251 ragazzini tra 12 e 14 anni, al 61,8% degli intervistati capita a volte di fare qualcosa che considerano rischioso e tra i principali comportamenti considerati rischiosi c'è anche fare sesso senza protezione; il 53% bevono birra e al 37,4% è capitato, spesso o solo a volte, di vedere gli amici ubriachi; il 30,3% dei ragazzi fuma e nel 44,3% dei casi hanno amici che fumano le canne.Inoltre la maggior parte degli intervistati maschi da grandi vorrebbero fare i calciatori, mentre le ragazze vorrebbero diventare personaggi famosi, magari della tv. Per una percentuale molto elevata per essere apprezzati dal gruppo bisogna essere belli e alla moda.
Insomma, i ragazzi di oggi hanno le idee ben chiare su quello che vogliono e su quali sono le caratteristiche per avere successo: calcio e televisione.Si delinea sempre di più l'immagine di una società in cui conta soltanto apparire e in cui calciatori e veline vengono considerati dei modelli da seguire.Secondo lo psichiatra dell'età evolutiva, Gustavo Pietropolli Charmet, “l'anticipazione delle tappe dello sviluppo è dovuta ai modelli educativi. Sono stati mamma e papà che hanno voluto che succedesse, si sono dati da fare per diversificare il modello culturale che loro avevano ricevuto. Hanno tolto loro il senso di colpa, il senso della paura. Basta entrare in una qualsiasi seconda media d'Italia e capire che è impossibile far sentire in colpa questi ragazzi o mettere loro in qualche modo paura”.

FONTE: GIOVANI.IT

Aiello: l'Udc resta nel centrodestra.

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La Regione Calabria non pensa alla famiglia.

Senza figli non c'è futuro, ma anche senza genitori non c'è futuro. Un'intera cultura dominante ha scordato il valore della paternità e della maternità, anche spirituali. Mancano i figli e mancano i genitori, i figli sono pochi, in una società di adulti e anziani, il futuro svanisce quando l'orizzonte si fa incerto o rischioso, si avverte sempre meno il desiderio di donare la vita, il coraggio di generare dei figli, occorre quindi lavorare su più fronti, sulla famiglia, per vincere la tenaglia dell'egoismo che spinge a considerare la generosità, la comunione e la fraternità, vizi dei perdenti quando invece la storia dice alla lunga che sono le virtù dei vincenti.
Bisogna quindi che la politica, consideri davvero la famiglia quello che è: il primo nucleo della società italiana, e attorno alla famiglia costruisca un progetto di Italia futura, investendo con convinzione sui figli.
La Calabria sembra che non ha di questi problemi!!! Le istituzioni locali per la famiglia fanno poco,quasi nulla, per poi non parlare delle istituzioni provinciali e regionali, la regione Calabria approva nel 2004 una legge regionale la n.1/04 denominata “Politiche regionali per la famiglia” che ancora ad oggi risulta priva di decreti attuativi, priva di qualsiasi copertura finanziaria.
Come si può ad oggi rimanere ancora indietro dal resto d’Italia? La regione Lombardia finanzia puntualmente ogni anno dal 1999 la propria legge regionale, e la famiglia è promossa come soggetto sociale attivo e non solo come destinatario di servizi.

UDC, Aiello è il nuovo segretario

I casiniani di Montalto eleggono un giovane alla guida del partito.

L’Udc montaltese ha il suo nuovo segretario. Si tratta di Roberto Aiello. Tra gli altri membri del direttivo del partito figurano Vincenzo Azzinnaro come presidente, Maria Pia Gallo come vicesegretario e Francesco Aiello segretario amministrativo. La votazione per il nuovo gruppo dirigente si è svolta ieri pomeriggio nella sala consiliare di Montalto dove si è tenuto il congresso cittadino dell’Udc. La scelta di un leader giovane ha confermato la linea programmatica dello Scudocrociato, emersa dai numerosi interventi che si sono susseguiti e soprattutto da una forte presenza giovanile in platea. Partecipazione e gioventù sono i due capisaldi a cui si ispira l’azione del rinnovamento UDC di Montalto. Spronare i giovani a partecipare attivamente alla vita politica per scacciare il dilagante malaffare che la pervade, per ripristinare una sana democrazia e per riportare l’attenzione delle istituzioni sulle problematiche sociali affiggono le nuove generazioni: è questo l’obbiettivo richiamato in sede congressuale anche dai vertici provinciale e regionali del partito intervenuti al dibattito, Raffaele Casario, segretario provinciale, Michele Trematerra, capogruppo alla Regione e Roberto Occhiuto vicepresidente del consiglio regionale. Le prospettive di cambiamento dell’attuale politica – che nelle parole del neoletto Aiello deve porsi in posizione d’ascolto delle persone – sono state richiamate anche dal fondatore della sezione montaltese, Franco Spizzirri, e hanno trovato eco nello slogan congresso, “Il futuro, la nostra sfida”. Ai disagi di alcuni settori chiave, come la sanità e lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile, hanno accennato i giovani tesserati dell’Udc, sul rinnovamento della politica per la crescita della società e per contrastare il fenomeno dell’antipolitica, si sono soffermati in larga parte anche gli altri esponenti politici del paese nel portare i loro saluti: il sindaco Ugo Gravina, Alberto Rossi (Alleanza Nazionale) Domenico Runco (FI), e Franco Orlando (SDI).




Nuovo Appuntamento Confronto virtuale, su SkypeCast ore 14.30 Domenica 7

Nuovo Appuntamento; Cari amici, ho deciso che oggi dopo numerosi commenti/email che ricevo in anonimo, di realizzare un confronto virtuale con tutti voi, per cui oggi pomeriggio dalle 15:00 in poi vi aspetto numerosi nella mia skypecast come indicato nel post, per qualunque persona che vuole partecipare, le regole sono semplici, per evitare di essere messi fuori dalla stanza le persone devono esprimersi in modo coretto senza utilizzi di;
1) vocaboli sconci, offensivi, alla mia persona o altre.
2) vocaboli sconci, offensivi verso il mio e altri pensieri politici. Per tutti coloro che rispettano la buona educazione nel dialogo, nella persona altrui non si toglie nessuno fuori, per partecipare al dibattito basta scaricare il programma gratuito di skype al seguente link:https://skypecasts.skype.com/skypecasts/skypecast/detailed.html?id_talk=3435268

Confronto virtuale, su SkypeCast ore 15.00 "Politica"

URGENTE LA CAST NON FUNZIONA
LA NUOVA DATA NEI PROSSIMI GIORNI
Cari amici, ho deciso che oggi dopo numerosi commenti/email che ricevo in anonimo, di realizzare un confronto virtuale con tutti voi, per cui oggi pomeriggio dalle 15:00 in poi vi aspetto numerosi nella mia skypecast come indicato nel post, per qualunque persona che vuole partecipare, le regole sono semplici, per evitare di essere messi fuori dalla stanza le persone devono esprimersi in modo coretto senza utilizzi di;
1) vocaboli sconci, offensivi, alla mia persona o altre.
2) vocaboli sconci, offensivi verso il mio e altri pensieri politici. Per tutti coloro che rispettano la buona educazione nel dialogo, nella persona altrui non si toglie nessuno fuori, per partecipare al dibattito basta scaricare il programma gratuito di skype al seguente link,
http://www.skype.com/intl/it/download/skype/windows/ fare una semplice registrazione, cliccare su live, trovare la mia skype cast dal titolo Politica o cliccare a questo link:

Lettera aperta sulla Calabria nostra e non loro

Non sempre il vento e il tempo possono riuscire nell’intento di allontanare le tante colpe di una regione martoriata come la nostra. Anzi quando al passaggio della bufera le relazioni sociali non avvertono il peso della loro corruzione, collusione e del loro trasversalismo, queste ultime riescono addirittura a trarre ulteriore forza. Resistendo agli attacchi si riesce ad acquisire ulteriore legittimazione poiché a livello mediatico si diventa apparentemente intoccabili. Dopo i gravi errori di tangentopoli per un politico indagato è divenuto ancora più semplice assumere le vesti dell’inquisito e del perseguitato dalla giustizia, rispetto a quelle classiche dell’indagato.
Nella nostra anzi “loro” Calabria i veri timonieri della classe dirigente regionale, dopo aver appositamente arenato ad arte la nave del cambiamento per mantenere inalterato il loro peso e controllo, riescono anche negli scandali a passare da mandanti dell’iniquità a vittime della giustizia. In una regione dove col semplice interesse clientelare è possibile “acquistare” anche il silenzio dell’opinione pubblica tutto diventa consentito e tutto deve essere appositamente concesso. Anche la libertà di espressione può facilmente divenire merce di scambio, mentre lo stesso diritto a prendere una posizione di contrasto nei riguardi di ciò che non funziona può tristemente divenire oggetto di compravendita. Ciò che consente una crescita nella “loro” Calabria di fatto costituisce un freno per la “nostra” Calabria , poiché in campo lavorativo i sindacati tacciono, nella politica impera la collusione e nell’imprenditoria Sviluppo Italia, nata per importare un nuovo modello di investimento, è di fatto divenuta l’asse portante del clientelismo.
In un contesto in cui tutto tace, viviamo con la consapevolezza che nulla procede per il verso giusto e con la speranza che presto qualcosa cambi. L’arroganza affaristica della nostra classe politica ha condotto la maggior parte dei calabresi al disinteresse verso i tanti “business” che avvengono all’interno delle nostre istituzioni. Tutti auspicano il ricambio della nostra classe politica, ma questo purtroppo sembra essere ancora molto lontano.
Il criterio verticistico sul quale è impostato il nostro assetto politico e la fitta rete di affari che purtroppo permea tutti i contesti sociali di fatto arginano ogni tentativo di ricambio in grado di partire dal basso e dalla società civile. La speranza di chi intende fare politica per risolvere i problemi della propria gente si scontra con lo strapotere di chi di fatto dirige affaristicamente le sue funzioni.
Per avere più possibilità elettorali un emergente ripone le sue speranze sulla becera “promozione carrieristica” di chi gli sta davanti, che passando ad un organo superiore di fatto potrebbe liberare un posto nell’organo inferiore. La politica in realtà è un impegno civico e non una carriera.
Fino a quando esisterà questo “sistema dell’intrallazzo” non ci saranno speranza di ricambio radicale della nostra politica regionale. Per questo motivo la vera speranza di noi giovani è da riporre nel sistema della giustizia. Se la giustizia riuscirà a colpire i disonesti anche quando questi ricoprono ruoli dirigenziali allora la nostra Calabria potrà riprendere il percorso del cambiamento. Spesso, però, capita che anche la giustizia viene fatta appositamente arenare ad arte. La nota vicenda del paventato trasferimento di De Magistris è forse l’emblema negativo dell’impossibilità di mettere ordine. I tanti appelli della classe politica calabrese sulla denegata giustizia, hanno ormai perso completamente valore da quando De Magistris ha avviato le sue indagini.
La criminalità organizzata non è l’unico nemico della Calabria, non serve combattere solo la mafia che spara, se si lascia agire senza freno la mafia che corrompe, che gestisce gli appalti e che amministra per interessi privati e con logiche trasversali. Con le sue indagini De Magistris non sta combattendo contro i “mulini a vento”, bensì contro un sistema mafioso che ha ingolfato il motore del cambiamento fino a farlo completamente spegnere. Non sempre per essere eroi bisogna divenire martiri, troppo spesso il nostro disinteresse abbandona chi in solitudine punta a vincere la battaglia della giustizia. Non sono gli eventi positivi a risvegliare il nostro interesse, anzi questo trova risveglio solo nei momenti più drammatici ed è triste assistere alle grandi manifestazioni di solidarietà civile esclusivamente ai funerali di stato. La nostra società prima di onorare i martiri dovrebbe puntare a sostenere concretamente e platealmente chi in solitudine cerca di migliorare la nostra vita. In un sistema democratico solo l’opinione pubblica può essere da traino ad un cambiamento radicale, e senza la solidarietà verso chi opera bene nessun cambiamento può essere avviato.

Riccardo Rosa
Consigliere comunale UDC di Castrovillari